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L’avventura delle Squadriglie che ci sono state

 

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“Quando la strada non c’è, inventala!”, diceva il nostro caro BP. E aveva ragione, perché è proprio allora che accadono cose incredibili. Da circa due mesi siamo chiusi in casa, catapultati in un tempo lento, che ci appare sospeso e spesso difficile da gestire. La quarantena non ha fatto sconti neanche a noi scout, che abbiamo sospeso tutto, perché la promessa che portiamo nel cuore ci fa testimoniare prima di tutto il nostro essere buoni cittadini. Ma anche se le attività in presenza non possiamo viverle, questo non vuol dire che siamo fermi. Ciascuno, nella propria realtà, cerca di reinventarsi, svolgendo in maniera creativa la propria azione educativa. Non sempre il colpo va a segno, e il fallimento genera una confusione nella quale è difficile orientarsi. E così, guidando moderatamente questa canoa, da Marzo si proseguiva nella quarantena. Di Zona ci stavamo interrogando già da qualche settimana sul San Giorgio, evento a tutti caro e da noi particolarmente sentito. Le difficoltà che ogni gruppo stava attraversando erano serie, i dubbi erano fondati, e le perplessità descrivevano un’amara realtà. Ma non si poteva rinunciare. Non dovevamo fare per eroismo, ma perché vivevamo le difficoltà del periodo anche noi, ed eravamo convinti di dover dare un messaggio ai ragazzi. Dovevamo continuare ad educare soprattutto in questo periodo, e farlo con ancora più forza. Nel buio si può sempre vedere la luce di una piccola candela. C’era già più di qualcuno ad essere convinto. Con una piccola pattuglia abbiamo buttato giù un’idea, che poi ha preso forma in tempi record. Volevamo connettere tutti i ragazzi, con il proprio telefono trasformato in walkie talkie, e farli interagire tra loro, con sfide, incarichi e giochi. Non tutti i capi hanno accolto la proposta con entusiasmo. Nel clima di questi giorni ci siamo mossi tra incertezze, demotivazioni e difficoltà. Però guardavamo in prospettiva. Avevamo organizzato ogni dettaglio, ogni particolare, tutte le tessere si incastravano perfettamente. Ma lo slancio verso l’ignoto fa tremare anche il miglior progetto, e noi eravamo piuttosto tesi. Manca un’ora all’evento. Ci siamo quasi. Lanciamo la prima prova, i ragazzi rispondono, sono contenti, sembra piacergli. Eppure, non sentiamo il ritorno sperato. In genere il primo giorno di campo ciascuno con i suoi tempi prende confidenza con gli altri. Questo è tanto vero normalmente, perché mai dovrebbe cambiare dietro ad uno schermo? Creare una relazione autentica richiede tempo, possiamo avere mille strumenti, ma dobbiamo sempre aspettare che i ragazzi percorrano i passi. Le ore continuano a trascorrere. Alcuni sottocampi si sbloccano, i capi condividono con tutta la pattuglia le loro iniziative, ed ecco che buttano giù le prime tessere del domino. L’arte del capo è inarrestabile. Tutti prendiamo più sicurezza, tutti siamo più invogliati. Le tessere cadono sempre più veloci. E poi sullo scadere della prima prova arriva quello che aspettavamo: la risposta dei ragazzi. 52/52 Squadriglie hanno completato la challenge, più di 300 EG… è meraviglioso! Hanno svolto le prove grandiosamente, tutti! Competenza, originalità, ma soprattutto forza d’animo! Avete presente la storia della rana e del panetto di burro? Questi ragazzi arriverebbero sulla luna. Tutti vogliono giocare, tutti vogliono impegnarsi, tutti hanno capito che quella verde avventura che ben conoscono è prima di tutto un approccio alla vita, un’atmosfera che anima le loro esperienze ogni volta che decidono di custodire lo stupore di ogni passo sul sentiero. E niente può impedirgli di viverla! Noi restiamo impressionati dal risultato, abbiamo raggiunto tutte le squadriglie. Ormai siamo dentro, e iniziamo a sperimentare. Partono fuochi serali, canzoni, animazioni, preghiere. Si divertono tutti, e il cuore si riempie di quella gioia silenziosa che ti dona la vita all’aria aperta. Ebbene si, siamo sempre a casa, e dietro un telefono che ci connette tutti, ma abbiamo già gettato il cuore oltre quest’ostacolo. Si completano le prove, e i ragazzi non mollano un colpo. Ci è esploso in mano una grido di vita, e noi abbiamo gridato con loro. Siamo riusciti anche a organizzare il momento di “connessione con Dio”. Don Nello ci ha accolti a braccia aperte, concedendo agli incaricati alla branca e ad una chitarra di prendere parte alla celebrazione. La messa ai tempi del coronavirus, noi che siamo abituati alla chiesa come una comunità, è tutto stranissimo. In una stanza, in silenzio, in pochissimi, ma con il cuore pieno di speranza per ciò che c’è la fuori. Il canto finale risuona note di scautismo, e mai è stato più pieno di significato. Le preghiere di oggi sono per voi, quest’eucarestia è per voi. Che possa rendere sempre piena la vostra vita. L’evento si avvia verso la conclusione, arrivano le condivisioni delle ultime prove. Ci spiazzano, sono una più bella dell’altra. Comunicano tutto il loro impegno e la voglia di giocarsi. Chi vincerà? Sembra quasi un’ingiustizia fare un nome, però il gioco ha le sue regole, e vanno rispettate se vogliamo che sia bello fino in fondo. Proclamiamo i vincitori. Ci salutiamo. I ragazzi ringraziano, i capi ringraziano, tutti ringraziano. Al ritorno da un hike capii di come chi vive l’esperienza, al suo rientro ringrazia sempre chi ha davanti. Perché si sente accolto, riconosce la cura e la delicatezza nei suoi confronti, e si sente amato. E quando incontri questo amore, allora ringrazi e ti lasci avvolgere. L’evento è stato un successo. Ragazzi, complimenti per il vostro impegno. Ringraziate le vostre famiglie, per esservi da sempre sostegno e nutrimento. Ringraziate i vostri capi, per avervi trasmesso i valori dello scautismo. Siate cercatori di bellezza. Ricordate questo San Giorgio 2020 come l’anno in cui c’era il coronavirus e non potevate uscire di casa, e avete gareggiato per la bandiera. Una sfida che vi ha fatto percorre la vostra vita come l’avventura più autentica che possiate sperimentare.

 

Francesco Hauber, Capo Reparto Latina 3

 

PS: Un grazie speciale a tutti voi della pattuglia organizzativa, per la passione che mettete in questo servizio. Abbiamo creato una grande intesa che ci ha fatti confrontare sempre con il sorriso e la serenità. Insieme si realizzano sempre progetti di qualità.

 

 


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